La Malva


LA MALVA

Buonasera e prendete appunti perché parliamo della MALVA!
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La malva è una pianta ricca di proprietà magiche. Le proprietà della malva, infatti, sono conosciute sin dall'antichità: i Greci - che la chiamavano "malachè", ossia "ammorbidire" - erano soliti consumarla come pasto, mentre Ippocrate la raccomandava come cura per le sue proprietà emollienti e lassative. Furono i latini a darle il nome di malva, dal latino "mollire", ossia - ancora una volta - "rendere morbido".

La malva, il cui nome scientifico è "Malva sylvestris", appartiene alla famiglia delle Malvaceae, originaria del Nordafrica. Si tratta di una pianta perenne che produce dei fiori dal tipico colore rosa-viola, divenuto un riferimento della classificazione dei colori (tanto che si parla proprio di color "malva").
Le proprietà davvero magiche della malva derivano dalla sua ricchezza di mucillagini, una fibra gelatinosa che si trova sia nelle foglie che nei fiori, e che possiede un alto contenuto di vitamine A, C, niancina, tiamina e riboflavina. Contiene inoltre oli essenziali e flavonoidi. Queste sostanze concorrono tutte a determinare l'incredibile ricchezza di proprietà della malva che addesso andremo ad esplorare.
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Al di là degli ambienti cittadini che dicevamo, la malva cresce ai bordi delle strade, tra ruderi e macerie, in prati incolti, ai margini di terreni coltivati e nei pressi delle abitazioni, fino a un’altitudine di 1500 metri circa.
È davvero semplice da riconoscere: difficile confonderne le foglie, dalla caratteristica forma palmata e dai margini arrotondati, di un bel verde scuro, e soprattutto i fiori, dal colore così peculiare da essere considerato una tinta a sé, il color malva, appunto. È un rosa-lilla, venato da linee tono su tono più scure che si congiungono sfumandosi sul punto di attaccatura dei petali al calice. Questi bei fiori a 5 petali bilobati, pressoché inodori, sono disposti singoli o in mazzetti all’ascella delle foglie, lungo tutto il fusto.
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Le proprietà magiche della malva riguardano anche il sistema respiratorio: la malva ha la capacità di ridurre le infiammazioni delle vie aeree, curando laringiti, bronchiti, faringiti, ma anche asma, enfisemi polmonari e semplici raffreddori, riducendo la quantità di muco. Può essere un valido aiuto anche in caso di tosse e mal di gola.

La malva, inoltre, aiuta il sistema immunitario grazie all'alto quantitativo di vitamine che contiene, capaci di tenere alla larga i virus e le infezioni. Assumendola regolarmente si possono prevenire i mali di stagione

Malva: le proprietà magiche nel campo della dermatologia

Le proprietà lenitive della malva sono ottime per curare dermatite, orticaria, brufoli, ma anche scottature o desquamazioni. Degli impacchi di questo fiore aiutano la nostra pelle a guarire da eczemi e a prevenire la formazione di brufoli e punti neri. La malva ha infatti la capacità di disinfettare la pelle, lenendo anche i pruriti. Un vero toccasana nel campo della dermatologia e della cosmesi!
La malva viene spesso utilizzata anche in caso di punture d'insetto, per lenire il prurito e il bruciore. Basta strofinare qualche foglia di malva sulle punture per contenere subito il loro rigonfiamento! Ecco a te un video per imparare a distinguere le differenti punture d'insetto su cui poi potrai applicare la malva.

Tutte le altre proprietà della malva

Le proprietà magiche della malva non finiscono qui! Questa pianta miracolosa funziona anche come antidolorifico: può aiutare a lenire il dolore in caso di gotta, artrite, reumatismi, dolori muscolari dovuti all'influenza. L'infuso di malva, se usato per fare dei risciacqui, è ottimo in caso di gengiviti, ascessi o piorrea. Provare per credere!

La malva, poi, ha un potere calmante, per cui aiuta il rilassamento se aggiunta nella vesca da bagno, magari sotto forma di decotto. Una buona tisana può aiutare a curare l' insonnia. inducendo uno stato di sonnolenza.

Infine, la malva può aiutarti persino a migliorare la bellezza dei tuoi capelli: i suoi oli essenziali aiutano la chioma a crescere più velocemente, la rendono più forte e anche più brillante.
.È pianta commestibile, tra le più utilizzate e versatili. Si usa un po’ tutto, in particolare le foglie prima della fioritura, che hanno un sapore delicato e sono utili a smorzare l’amaro di altre erbe come piantaggine, cicoria o aspraggine. Quando sono giovani e tenere, si aggiungono anche alle insalate, ed essendo presenti per buona parte della stagione fredda, sono un ingrediente molto apprezzato per zuppe, minestroni e vellutate. Le foglie sono ricchissime di mucillagini, sostanze che tendono a formare un gel a contatto con l’acqua, proprietà di cui parleremo anche per l’uso officinale: grazie a questa caratteristica, la malva è utile per rendere più dense le zuppe e si presta molto bene alla preparazione di risotti. Usandola come verdura cotta, questa consistenza potrebbe non essere apprezzata, ma può essere neutralizzata aggiungendo un pochino di pangrattato quando la saltate in padella.
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Tra gli usi magico-rituali c’era quello di legare un sacchettino di semi di malva al braccio per scacciare la gonorrea, quello di avvolgere la radice in una panno di lana scura e portarla addosso per guarire le affezioni delle mammelle, e quella di tenere legate tre radici vicino al sesso, uso, se ho capito bene, riservato alle donne, che ne stimolava fortemente il desiderio.
La malva è tutt’altro che afrodisiaca, come si comprese dal medioevo in poi, favorisce anzi calma e mansuetudine. Un riscontro invece si ritrova nel significato che le si attribuiva secondo la teoria delle segnature: il rosa della malva richiamava quello delle nostre mucose, che dunque era la pianta più adatta a curare; in questo caso, niente di più vero.
Oltre alle mucillagini i suoi elementi caratterizzanti sono tannini, flavonoidi e antociani (sostanze antiossidanti), oltre a sali minerali e vitamine.

Come raccoglierla e conservarla

La raccolta delle foglie per uso commestibile va fatta prima della fioritura, a partire da quando la pianta ricomincia a vegetare a fine inverno, o quando la trovate disponibile. I fiori e i frutti si raccolgono quando compaiono, i frutti prima che siano troppo duri.
Le foglie e i fiori per uso officinale, come già accennato a inizio post, si raccolgono preferibilmente da fine maggio a inizio luglio, ma potete raccogliere durante tutta l’estate e sono facili da trovare in diversi altri momenti dell’anno. Potete raccogliere solo fiori, se volete, ma l’ideale è raccogliere fiori e foglie insieme, dando se possibile un po’ più di spazio ai primi. Le foglie sono spesso piene di buchini, immagino piacciano anche a diversi insetti, ma non credo che questo ne comprometta le proprietà. Vanno però evitate se presentano macchie color ruggine, che segnalano la presenza di un fungo che la malva la ama così tanto da portarsela nel nome, il Puccinia malvacearum. Per mia esperienza, purtroppo, il fungo appare spesso, ma soprattutto in annate particolarmente umide. Non ho notizie che mi confermino una sua tossicità, al momento, ma se potete raccogliete da piante sane.
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Raccogliere in un luogo pulito è piuttosto importante per la malva, che tende ad assorbire con facilità sostanze inquinanti, come i nitrati contenuti nei fertilizzanti chimici e non solo. Vista la sua abitudine a crescere un po’ ovunque, prestateci particolare attenzione.
I fiori vanno recisi alla base del calice, le foglie staccate dalla pianta senza il picciolo. Come per ogni raccolta, ci vuole pazienza; io personalmente preferisco raccogliere direttamente le parti che mi interessano prelevando da più piante diverse, senza recidere la pianta intera, ma se trovate davvero tanta abbondanza o se la malva magari la coltivate in giardino, potete recidere le cime fiorite e fogliute e poi, con la sedia della nonna fuori dalla porta di casa, isolare i fiori e le foglie dagli steli, lasciando anche che tutti i vari insettini presenti abbiano il tempo di andarsene da qualche altra parte.
Non lavate assolutamente i fiori; potete invece, se volete, lavare le foglie e asciugarle con una centrifuga da insalata. Il tutto va essiccato all’aria in un luogo caldo e ombreggiato al riparo dall’umidità, dentro cassette della frutta foderate di carta del pane o su graticci a trama fitta. I fiori, dal loro bel rosa malva, con l’essiccazione arriveranno ad assumere un colore blu-violetto. In 5-6 giorni dovrebbero essere secchi, ma verificatene la “croccantezza”; io uso un essiccatore elettrico a 40°, le foglie sono pronte dopo 18-20 ore, i fiori hanno bisogno di qualche ora in più.
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Una volta essiccati, conservate il misto di fiori e foglie in barattoli di latta o in vasi di vetro al riparo dalla luce, oppure in sacchetti di carta, in un luogo asciutto. Per preparare un infuso usate 1 cucchiaio di malva essiccata per tazza, lasciandola in infusione 10-15 minuti in acqua bollente.
Leggo nel manuale di Sarandrea e Culicelli “Dall’Abete allo Zafferano” che la preparazione migliore è una macerazione al 5% di 5 ore in acqua tiepida. O un decotto sempre al 5%, facendo bollire per 10 minuti. Vedo consigliato il decotto in molti manuali, nonostante sia di solito usato per parti più coriacee, come semi e radici: probabilmente è più efficace per l’estrazione delle mucillagini.
Evitate l’estratto alcolico: le mucillagini sono solubili solo in acqua. Che io sappia sono anche poco solubili in olio: evitate quindi oleoliti e unguenti, meglio impacchi e cataplasmi, per l’uso esterno.
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