Leggende dei boschi


SABATO.
LE LEGGENDE DEL BOSCO.
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Buonasera raggi di luce,  oggi ci dedichiamo alle leggende e come molti di  voi sanno io le adoro!!
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Siamo in Toscana a pochi km da dove abito, a Volterra e la leggenda  di oggi si svolge intorno ad un masso, nella località Mandringa.
Ciò che sappiamo su questo luogo è che fosse il ritrovo per i raduni delle streghe nelle notti di sabato, e che la fonte che sorge vicino a questo sasso, sia nota fin dal Medioevo. 
E’ un luogo talmente magico da essere paragonato al noce di Benevento. Sappiamo infatti che questo luogo era popolato dagli abitanti del villaggio durante il giorno ma che di notte, nessuno vi si avvicinava. Soprattutto la notte del sabato, neanche gli uomini coraggiosi avrebbero sfidato ciò che accadeva in questo luogo. Le leggende parlano di urla, grida, versi di animali come i gufi e i gatti, e tutto questo fu collegato al sabba delle streghe, in onore del loro principe.
Sembra che si tratti di un masso erratico, e alcuni studiosi pensano che faccia parte di antiche mura etrusche e che in questa zona sorgesse la porta di accesso. Un’altra storia legata a questo luogo riguarda le prime persecuzioni ai danni dei cristiani. Si dice infatti che in questo luogo furono uccise due donne, per la loro fede cristiana divenute poi martiri e sante. Si tratta di  Attinia e Greciniana. 
E’ certamente un luogo molto particolare, benedetto da una fonte d’acqua, e non è certo un caso che proprio qui, vi siano leggende legate al sacro e alla magia.


Chi sciacqua le lenzuola alla Docciola, convien che l'acqua attinga alla Mandringa” “Era però il sabato notte, poco prima che l’orologio di Piazza scandisse la fine di un altro giorno, un fruscio lento e rabbrividente penetrava l’aria già greve e pregna di zolfo, seguito da un brusio che, sempre più marcato ed intenso, faceva da macabro preludio alla vorticosa danza delle streghe. Le donne e i ragazzi ascoltavano terrorizzati nel dormiveglia le voci stridule e sghignazzanti delle streghe e, quando il lugubre stridio della civetta e il lamentoso miagolio dei gatti annunciavano l’arrivo di altre entità malvagie, neppure gli uomini avevano il coraggio di uscire di casa. Sull’orlo delle Balze, un’altra notte di tregenda si stava consumando in onore del Principe delle Tenebre, ai piedi delle antiche mura, fra il sacro tempio dei Patroni e il diruto cenobio dei Camaldolesi”.Così descrive Franco Porretti in “Volterra magica e misteriosa” 



 

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